Vegano per l’economia

Meno animali compriamo, meno soldi diamo al sistema che li sfrutta e ci sfrutta.

L’agricoltura animale moderna sta causando danni economici molto seri e ci costa miliardi ogni anno, sebbene il costo reale della salute umana e del cambiamento climatico non dovrebbe avere un prezzo.

L’industria animale continua impunemente ad inquinare, eppure è intoccabile, ancor più delle aziende petrolifere e di quelle che producono tabacco, una questione ignorata e molto spesso “imbavagliata”.

Sostenuta dai governi e dalla legge, la cosiddetta “Meatonomics” (l’economia della carne) non sfrutta solamente animali, ambiente ed umani, ma addirittura esternalizza i suoi costi miliardari al pubblico, ai contribuenti, a cui tocca pure pagare le conseguenze del suo comportamento non etico ed irresponsabile. Non è pazzesco?

Ogni giorno siamo bombardati da un marketing fatto di manipolazione, disinformazione, messaggi subliminali che ci impedisce di capire quanto il cibo industriale di derivazione animale abbia conseguenze negative per la nostra salute: malattie cardiache, ictus, diabete, cancro e molto altro.

Il costo per la comunità mondiale è molto alto, ben più alto del costo di produzione delle carne stessa. L’impatto complessivo del business animale in termini di costi per la collettività vale miliardi e l’inversione di questo trend vizioso (e poco virtuoso) dipende da noi.

La soluzione è molto semplice: nutrirci di ciò che madre natura ci fornisce, escludendo gli animali ed i loro derivati dalla nostra dieta alimentare.

“Switchare” da un business animale a uno vegetale è molto più che “win-win”, è un business che vince da parecchi punti di vista creando migliaia di nuovi “lavori puliti”, proteggendo l’ambiente, difendendo la salute degli esseri umani, rafforzando l’economia e spingendo l’innovazione alimentare oltre i suoi limiti attuali, riducendo al contempo la nostra impronta ecologica, ovvero l’impatto delle nostre attività quotidiane sull’ambiente e sul clima a livello globale.

Tutto con le piante dunque? Assolutamente! Possiamo salvare la vita del pianeta “solo” con le piante.

Una nuova “economia a base vegetale” sta letteralmente volando alle stelle. La domanda crescente di cibo pulito, senza animali e senza crudeltà rappresenta una opportunità di business senza precedenti e di portata globale, sia per nuove startup che per marchi affermati intenzionati a diversificare la propria offerta in modo etico anziché accettare passivamente l’inevitabile destino di un futuro senza carne.

Dato che i consumatori non possono più essere ingannati tanto facilmente, allora tanto vale cambiare, fine di ogni discussione.

Citando le parole di Tom Hayes (prese in prestito da Giulio Cesare), Presidente di Tyson (il secondo produttore di carne del mondo) “se proprio non puoi sconfiggerli, unisciti a loro”. Non a caso Tyson è uno degli azionisti di Beyond Meat, una delle aziende “animal friendlly” in crescita stellare.

Wall Street prevede che questa nuova “industria alternativa” che attualmente vale 14 miliardi “solo” negli Stati Uniti, crescerà di 10 volte nei prossimi 10 anni, mentre i consumi di carne e latticini crolleranno miseramente in tutto il mondo.

Non sorprende che coalizioni di investitori “dirompenti” e “trilionari” come Coller Capital stiano investendo sul meat replacement (la sostituzione della carne) esercitando pesanti pressioni sulle principali aziende del comparto alimentare affinché abbandonino le proteine animali a favore di quelle vegetali.

Agricoltura cellulare e carne vegana non sono più fantascienza ma realtà e rappresenteranno la tendenza più dirompente a livello di tecnologia alimentare che (oltre a cambiare il nostro modo di pensare il cibo) potrebbe limitare significativamente il nostro devastante impatto ambientale, riducendo il consumo di animali, terra e risorse idriche.

Stiamo parlando di “carne coltivata” da cellule che vengono fatte crescere in laboratorio come se fossero ancora nel corpo di un animale, senza fare del male ad alcuna creatura vivente e senziente. Per dare i numeri potremo ricavare 175 milioni di hamburger “veri” (come dicono i carnivori) dalle cellule di una singola mucca anziché macellarne quasi mezzo milione. In questo modo potremmo produrre più carne evitando che diventi un prodotto scarso riservato solo ai ricchi e soprattutto evitare grande sofferenza agli animali.

Cannibalismo senza sofferenza dunque? Carne senza animali dentro? E’ questo il futuro del nostro sistema alimentare? Quasi certamente questo tema dividerà ambientalisti ed animalisti, industria convenzionale e “alternativa”, sollevando problemi di natura etica, scientifica, economica, normativa, sociale e naturalmente politica.

La strada è ancora lunga ma i segnali sono decisamente di rottura: il cambiamento è inevitabile.

Buone notizie dunque per l’economia globale, per gli animali, l’ambiente e la salute umana.

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